Un esame rileva l’età biologica di ciascuno di noi

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Quanti anni hai in realtà?

Un esame rivela l’età biologica di ciascuno di noi.

Il test è stato sviluppato dai ricercatori di Yale.

Alimentazione sana, attività fisica, cura del corpo e anche qualche ritocchino estetico possono fare apparire una persona più giovane di quanto sia realmente.

Ma dal punto di vista biologico, qual è la vera età del nostro fisico?

L’età anagrafica è, infatti, diversa dalla età biologica.

Ci sono persone di 60 anni che vediamo invecchiare precocemente e che hanno un’età biologica e un’aspettativa di vita di un settantenne.

Purtroppo questo invecchiamento precoce può comparire anche in persone apparentemente in buona salute, senza particolari sintomi manifesti.

Stabilire la nostra età biologica, e quindi quanto ci resta da vivere, è da tempo oggetto di ricerca.

L’ultimo studio in materia è quello di un team americano dell’Università di Yale che ha sviluppato un nuovo test del sangue in grado di rilevare l’età reale di una persona.

Un esame rileva l’età biologica, come funziona?

Il test messo a punto dai ricercatori di Yale si basa su 9 biomarcatori presenti nel sangue. Questi biomarcatori possono essere utilizzati per calcolare ciò che gli scienziati chiamano “età fenotipica”, che riflette l’età biologica piuttosto che cronologica del corpo di una persona. Se l’età fenotipica di una persona è maggiore della sua età cronologica, sta invecchiando più rapidamente della media.

Un esame rileva l’età biologica, come è stato sviluppato?

Per sviluppare questo test, sono stati studiati 42 parametri clinici, come la conta dei globuli bianchi, la quantità di glicemia e albumina nel sangue, correlate a cartelle cliniche dei pazienti, indicazioni dei fattori di rischio individuali e registri di morte.

Dal 1988 al 1994 gli scienziati hanno effettuato un primo studio su 10.000 persone, per identificare i parametri più importanti al fine di stabilire l’aspettativa di vita individuale. Al termine di questi studio sono stati individuati i 9 biomarcatori.

Successivamente, dal 1999 al 2010, il test è stato effettuato su 11.000 persone al fine di stabilirne l’età biologica, per mettere in atto misure preventive contro le malattie.

Il test ha rivelato che per ogni anno in più che l’età biologica aumenta al di sopra dell’età cronologica, il rischio di morte di una persona aumenta del:

  • 14% nella fascia d’età compresa tra i 20 ei 39 anni;
  • del 10% nei 40-64 anni;
  • dell’8% tra i 65 e gli 84 anni.

Inoltre dai risultati emersi, sembrerebbe che le donne invecchino più lentamente rispetto agli uomini.

Un esame rileva l’età biologica, quali sono i vantaggi?

Indubbiamente il più grande vantaggio del test potrebbe essere quello di capire come sta invecchiando una persona.

Ciò permetterebbe di valutare la sua aspettativa di vita e di capire in tempo se ha un alto rischio, prendendo precauzioni necessarie per impedire l’insorgenza di una malattia o di una morte prematura.

Redazione Men’s Life

Tempo di lettura: 1’10’’

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