Curarsi con il cibo: la ristoceutica

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Curarsi con il cibo è possibile. Tanto che è nata una nuova disciplina: la ristoceutica. Scopriamo di cosa si tratta e come può aiutare la salute del nostro cuore.

Il termine “ristoceutica” è un neologismo dato dall’unione di due parole: “ristorazione” e “nutraceutica”.

Questa nuova disciplina studia gli effetti sulla salute e sul benessere dati dall’associazione di diversi alimenti funzionali.

Ecco come è possibile curarsi col cibo e come possiamo aiutare la salute del nostro cuore con la dieta.

Secondo la ristoceutica, l’alimentazione è talmente importante da essere in grado di modificare il nostro patrimonio epigenetico.

L’epigenetica si occupa essenzialmente di studiare come si comportano gli agenti responsabili dei cambiamenti del DNA.

Questi agenti sono in grado di comunicare con ogni cellula, “dicendole” quali geni devono essere attivati, per quanto tempo e in quale specifico momento della vita.

La ristoceutica parte da un assunto apparentemente semplice: se conosciamo il meccanismo dei costituenti del cibo sull’epigenoma (ovvero l’insieme delle istruzioni che regolano il funzionamento del genoma), è possibile immaginare la creazione di una dieta che arrechi al singolo individuo, affetto dalle sue debolezze specifiche dal punto di vista medico, dei benefici ad hoc.

Curarsi con il cibo: Le proprietà dell’olio extravergine d’oliva

Non è un caso che la Food and Drug Administration, l’ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici, abbia messo nella lista dei farmaci l’olio extravergine d’oliva.

Questo alimento è ricco di acido oleico, sostanza nota per i suoi effetti benefici a carico del sistema cardiovascolare.

Ha proprietà antiossidanti e sembra essere in grado di mantenere nella norma di livelli di colesterolo nel sangue e di ridurre i valori della pressione arteriosa.

Curarsi con il cibo: La ristoceutica e la salute del cuore

Fra i fattori legati all’insorgenza delle malattie cardiovascolari, ci sono due elementi chiave: lo stress ossidativo e l’infiammazione cronica.

La cattiva alimentazione ha un effetto su entrambi questi fattori.

Ecco perché la ristoceutica è alla ricerca di un nuovo modo di alimentare i pazienti che sono a rischio grazie a un sistema che sfrutta la sinergie derivate dalla combinazione di nutrienti.

Un esempio?

Se hai un alto rischio cardiovascolare, secondo i principi della ristoceutica, potrebbe essere indicato per te un piatto di orecchiette d’orzo, ricco di beta-glucano, condito con olio extravergine d’oliva, rape e cavolo, ad alto contenuto di polifenoli.

L’insieme di questi alimenti mette al riparo dallo stress ossidativo e ha un’azione cardio-protettiva.

Fonte: Humanitas Salute

Foto tratta da: gustoblog.it/post/208272/condire-insalata-senza-olio-sale-consigli

Redazione Men’s Life

Tempo di lettura: 1’20”

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