In difficoltà con l’orientamento sessuale dei figli

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Nella nostra società si osservano ancora reazioni di inquietudine, verso gli orientamenti sessuali diversi da quello eterosessuale.

Infatti, molte persone esprimono giudizi negativi verso gli orientamenti non eterosessuali o dicono in famiglia che non potrebbero “sopportare” o “accettare” situazioni diverse.

Altri invece, che pure non esprimono avversione verso agli orientamenti non eterosessuali, non lo fanno perché serene rispetto al tema, ma perché semplicemente disinteressate.

E cosa succede se la cosa inizia a riguardarli direttamente?

Non si può ad esempio essere indifferenti all’orientamento sessuale di un figlio.

Infatti il suo destino sessuale sarà anche legato al proprio vissuto personale e sociale.

Cosa succede se mio figlio è omosessuale o bisessuale?

Le reazioni e gli atteggiamenti possono essere molto diverse fra loro.

Dal sentire che non ci sia nulla da accettare, come nessuno sente di dover accettare un figlio etero, alle reazioni più violente e negative.

La ricerca ci mostra che ci sono alcune variabili in gioco nell’atteggiamento verso gli orientamenti non eterosessuali, come il livello di istruzione, la religiosità, il genere.

Infatti gli uomini, risultano meno sereni rispetto all’orientamento non eterosessuale, specialmente verso i figli maschi.

Sebbene possa essere difficile per alcuni genitori affrontare le proprie difficoltà verso l’orientamento di un figlio o di una figlia, non bisogna dimenticare che, proprio perché la società è in certi casi ostile, i figli hanno bisogno dalla famiglia del massimo supporto.

Secondo una recente indagine, il 74% dei ragazzi omosessuali tra 13 e 26 anni racconta di aver subito almeno un episodio di bullismo omofobico o di discriminazione e di questi il 36% è avvenuto a scuola.

Purtroppo questo accade ancora e sebbene le aggressioni fisiche e le discriminazioni plateali siano universalmente condannate, lo scherno, l’isolamento o il disinteresse rappresentano ancora una triste realtà.

Come si può lasciarli soli?

Per molti può essere normale non sapere cosa fare, come farlo, cosa dire o non dire, ma non serve essere perfetti, il miglior aiuto è l’amore incondizionato.

Se poi non si riesce, non c’è nulla di male ad ammettere la propria difficoltà e chiedere informazioni o sostegno, individuale o familiare.

Marco Silvaggi

Tempo di lettura: 1’15”

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