Effetto Framing: Ecco come non farsi prendere dal panico

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di Nicola Fratiglioni

Effetto Framing: Ve lo spiego con una metafora:

Arriva da lontano, fa tanti morti, crea scompiglio nei Pronto Soccorso delle grandi città, si diffonde a macchia d’olio!

E’ il terribile Coronavirus!

La paura di un’epidemia incontrollabile cresce e, si sa, in preda alla paura la nostra parte razionale e valutativa viene messa da parte per fare spazio all’azione

Agire, fare qualcosa, qualsiasi cosa per reagire al pericolo, senza pensarci tanto, che non c’è tempo!

E guarda caso le grandi multinazionali farmaceutiche ci hanno subito rassicurato dicendo che, in caso di bisogno, creeranno un vaccino nel giro di poche settimane…

Il subdolo “effetto framing”

Lasciando da parte gli aspetti socio politici  e culturali di questo tema, prendiamolo come interessante spunto per parlare di come una stessa informazione ricevuta dal nostro cervello possa essere percepita e interpretata in modi totalmente diversi a seconda del “framing”, cioè del modo, tempo e frequenza con cui ci viene presentata.

La descrizione del virus utilizzata all’inizio, non è altro che la descrizione del virus influenzale che ogni anno milioni di persone contraggono

Spesso arriva da lontano, provoca il decesso di tante persone, fa intasare ogni Pronto Soccorso e si diffonde rapidamente.

Se però questa descrizione viene fatta da preoccupati giornalisti che, con una frequenza impressionante, la associano a questo sconosciuto nome “coronavirus” descrivendone gli effetti come devastanti e preoccupanti (senza un effettivo supporto di dati statistici che ne confermino la gravità), l’effetto “framing” è servito.

Effetto Framing: Salvatori della Patria

Facciamo un esempio*: immaginate che dobbiate scegliere fra due soluzioni per arginare questa epidemia in Italia (per comodità 60 milioni di abitanti)

Se sceglierete la soluzione A, si salveranno 20 milioni di persone; con la soluzione B invece ne moriranno 40 milioni.

Quale soluzione scegliereste?

Molto probabilmente la grande maggioranza ha scelto la soluzione A anche se, a ben guardare, entrambe conducono allo stesso risultato.

Uno stesso messaggio, se contestualizzato (anche attraverso il linguaggio) in maniera diversa, genera percezioni, immaginazioni, interpretazioni e reazioni totalmente diverse.

Inoltre, questo effetto ci influenza maggiormente quando dobbiamo prendere decisioni rischiose, nelle quali c’è tanto da perdere e la paura di sbagliare è dietro l’angolo.

Effetto Framing: Una cornice inscindibile dal quadro

Questo effetto è connaturato nel nostro linguaggio:

La scelta di ogni parola crea la cornice di significato che condizionerà chi ascolta nell’interpretazione del messaggio e nella conseguente reazione.

Nessuna informazione è quindi del tutto neutra e non esiste vaccino che ci renda immuni da questo condizionamento!

La buona notizia però c’è:

Sapere che esiste questo effetto per farci accendere un nuovo interruttore quando attiviamo la nostra attenzione vigile

Fermiamoci a riflettere non solo sul contenuto del messaggio, ma anche sul modo e sul contesto nel quale viene “incorniciato”.

Sarà molto utile, nel caso di decisioni importanti (come salvare l’Italia da un’epidemia….), cambiare prospettiva generando almeno tre opzioni tra cui scegliere e valutare a quali conseguenze ognuna di loro porta

Se non possiamo togliere la cornice, per lo meno scegliamo quella che ci piace di più!

Nicola Fratiglioni

nicolafratiglioni.com

Tempo di lettura: 1’30”

* Daniela Ovadia, “Quando il contesto è tutto”, Mind Mente & Cervello, nr. 156, pagg 59-61

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