Anticorpi monoclonali. Lo stato dell’arte

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di Alberto Aiuto

La cura a base di anticorpi monoclonali è divenuta celebre nello scorso autunno dopo la guarigione dell’allora presidente americano Trump.

Alcuni giorni fa, un paziente ha dichiarato dopo la loro somministrazione:

“Sono rinato, ho sentito l’energia che mi tornava, un’iniezione di vita”.

Questi anticorpi sono una sorta di paracadute rispetto al ricovero. Possono infatti azzerare il virus evitando che il paziente possa peggiorare, andare in ospedale e rischiare la vita.

(Per approfondimenti, vedi articolo: “In arrivo i nuovi proiettili magici: quando la ricerca fa spettacolo

FDA ha rilasciato un’autorizzazione per il bamlanivimab e etesevimab, prodotti da Regeneron e Eli Lilly, da usare in emergenza.

Anticorpi monoclonali. Per quali pazienti sono indicati?

A questa decisione si è accodata la Cts, che, pur considerando “la scarsità dei dati e la conseguente incertezza rispetto all’entità del beneficio offerto”, ha ritenuto in considerazione della situazione di emergenza, di dover offrire comunque un’opzione terapeutica ai soggetti “non ospedalizzati.

Questi ultimi infatti, pur avendo una malattia lieve/moderata, risultano ad alto rischio di sviluppare una forma grave di COVID-19 con conseguente aumento delle probabilità di ospedalizzazione e/o morte”.

Vanno quindi somministrati unicamente a soggetti:

  • di età >12 anni,
  • positivi per SARS-CoV-2,
  • non ospedalizzati per COVID-19,
  • non in ossigenoterapia per COVID-19,
  • con sintomi di grado lieve-moderato di recente insorgenza (e comunque da non oltre 10 giorni) e presenza di almeno uno dei fattori di rischio (o almeno 2, se uno di essi è l’età >65 anni).

Il commissario all’emergenza Figliuolo ne ha acquistato 150mila dosi, attualmente distribuite in gran parte delle regioni italiane.

I primi risultati, molto incoraggianti, ottenuti con una sperimentazione su un campione di 583 pazienti e verificati da un ente indipendente, ci dicono che guariscono 3 pazienti su 4, trattati con una singola somministrazione di anticorpi, somministrati per via endovenosa, in sessanta minuti.

Elemento non trascurabile, questi pazienti possono essere trattati anche in regime di day hospital e quindi dimessi entro poche ore, senza gravare oltre misura sui costi, visibili e invisibili, della sanità pubblica.

Il costo del trattamento con gli anticorpi monoclonali.

Il prezzo per ogni dose si aggira intorno a € 2.000 (questo è quanto ha pagato la Germania per 200.000 dosi).

Come prevedibile il costo dell’ospedalizzazione cresce al crescere della complessità assistenziale (intensità di cura e numero medio di giornate di degenza all’interno dell’Unità Operativa di riferimento).

Il costo della singola giornata di degenza è pari a €:

  • 427,77 in un’area a bassa intensità di cura;
  • 582,38 per media intensità di cura;
  • 1.278,50 per l’alta intensità di cura.
  • Il costo di una ospedalizzazione che prevede il passaggio da una terapia sub-intensiva ad una terapia intensiva, risulta essere pari a € 22.210,47 (degenza media complessiva di 23,21 giorni).Ovvero circa 1.000 euro al giorno.

I dati di efficacia ovviamente vanno confermati con studi ben condotti, ma se i risultati saranno confermati, potremo evitare di intasare gli ospedali e anche risparmiare (invece di spendere 2000 euro al giorno a paziente, con la stessa cifra potremo curare 11 persone!).

Take home message

Vaccini (preventivi) e anticorpi monoclonali (curativi) possono farci tornare alla normalità rapidamente.

Alberto Aiuto

Tempo di lettura: 2’20”

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