Houston, abbiamo un problema: consumiamo troppi antibiotici

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di Alberto Aiuto

Consumiamo troppi antibiotici:

Gli antibiotici hanno rappresentato il pilastro della medicina moderna.

Ma il persistente abuso e l’uso inappropriato nell’uomo e nell’animale hanno favorito la diffusione dell’antibiotico-resistenza.

Un atteggiamento schizofrenico, visto che usiamo pochi vaccini.

Alcuni mesi fa (vedi articolo “Un’emergenza che viene da lontano”), l’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) ci aveva informato con il rapporto nazionale sull’Uso degli antibiotici nel 2017, che in Europa sono morti infezioni antibiotico-resistenti 33.110 persone, di cui circa un terzo in Italia, soprattutto nei bambini nei primi mesi di vita e negli anziani.

Consumiamo troppi antibiotici:Un ennesimo primato italiano …. non invidiabile.

Il tema è molto dibattuto nella comunità scientifica e nelle istituzioni.

Tanto che esiste una World Antibiotic Awareness Week (dal 13 al 19 novembre).

Per quanto ci riguarda, abbiamo un rapporto strampalato con la medicina: consumiamo dosi doppie rispetto a Germania e Svezia, triple rispetto all’Olanda e siamo tra i primi Paesi in Europa in cui cresce di più l’antibiotico resistenza.

In compenso abbiamo coperture vaccinali tra le più basse.

Consumiamo troppi antibiotici: Due facce della stessa medaglia.

Sì, perché il ricorso facile all’antibiotico avviene soprattutto per ragioni culturali non solo tra le mura di casa, ma anche nelle strutture sanitarie.

A casa li assumiamo spesso perché in una situazione simile ci hanno fatto bene e dobbiamo “non sprecare” le pillole avanzate)

Siamo abituati a curarci raffreddori e stati influenzali (sempre di origine virale), nonché una patologia inesistente all’estero, il famigerato “colpo d’aria” con antibiotici.

Interrompiamo la cura appena ci sentiamo meglio senza finire il ciclo indicato dal medico; a volte sono prescritti, a richiesta, senza conoscere la sensibilità del germe a quel determinato principio attivo.

In alcuni ospedali c’è ancora poca dimestichezza con l’abitudine di lavarsi le mani e i batteri resistenti, che si possono annidare nei posti più impensati (un rubinetto, la tastiera del PC, il nodo della cravatta) possono passare indisturbati da un ospite all’altro

In passato, se un paziente ricoverato accusava qualche linea di febbre, la suora aveva la disposizione di dargli un antibiotico, il primo disponibile in reparto.

Questo abuso accelera il processo di selezione naturale tra i microrganismi, eliminando i meno adatti per premiare i ceppi immuni, i cosiddetti “superbug”, contro i quali non esistono “proiettili magici” efficaci.

Ma oltre a quanto può fare ciascuno di noi, a livello nazionale andrebbero applicate rigidamente le linee guida contenute nel Piano Nazionale di Contrasto dell’Antimicrobico-Resistenza 2017-2020, anche perché si è visto che misure simili funzionano.

Ad esempio in Svezia, un esempio virtuoso, esiste dal 1995 un monitoraggio centralizzato delle prescrizioni dei medici di base, che premia i più virtuosi: cioè quelli che ne prescrivono meno.

Ha finanziato l’utilizzo di un test preliminare sul sangue del malato per valutare se si tratta o meno di infezione batterica, e quindi solo in caso di positività il medico potrà prendere in considerazione la prescrizione dell’antibiotico più indicato.

Consumiamo troppi antibiotici: Infine, least but not last, fornisce una informazione corretta alla popolazione su come e quando utilizzarli.

L’attuazione di questo programma ha consentito il calo drastico e progressivo della prescrizione degli antibiotici, insieme a percentuali trascurabili di batteri resistenti.

Con un minor numero di antibiotici efficaci, il rischio è di tornare “all’epoca pre-antibiotica”, quando la maggior parte dei pazienti moriva per infezioni, anche banali.

Non dimentichiamo che l’impero azteco fu sconfitto più che dai cannoni, armature e cavalli della piccola banda di Cortes, da numerose malattie infettive.

Malattie che i conquistadores portarono con sé dall’Europa, a cui il loro sistema immunitario non era in grado di far fronte.

Alberto Aiuto

Tempo di lettura: 1’30”

Foto tratta da: http://www.informasalus.it/it/articoli/antibiotici-italia-maggior-consumo.php

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