Patente di immunità: a chi la daranno?

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Si parla molto in questi giorni degli strumenti per certificare lo stato di guariti e immuni, di test sierologici e patente di immunità. Facciamo un po’ di chiarezza.

La Fase 2 è iniziata e adesso abbiamo maggiore libertà di spostamento.

In attesa di un vaccino che possa proteggerci, per il quale dovremo ancora aspettare un bel po’, si sta pensando a un modo per poter certificare ufficialmente la guarigione da Covid-19 e la presenza di anticorpi nel sangue.

La proposta è una “patente di immunità” che permetta di lavorare senza rischiare di ammalarsi o di propagare il contagio. Ma cos’è esattamente? E a che punto siamo?

Cos’è la patente di immunità?

Si tratta di una certificazione, un “permesso” che attesta la presenza nel sangue di anticorpi contro il Covid-19.

Come spiega il Prof. Fabrizio Pregliasco, famoso virologo, “L’idea è quella di far seguire all’ultimo tampone, che attesta la guarigione, un test del sangue (se è di quelli rapidi basta pungere un dito) che individui la presenza di IgG, cioè degli anticorpi dell’immunità, quelli che ci proteggeranno da nuove infezioni non facendoci riammalare, come si fa e si ottiene con i vaccini, che fanno produrre IgG “artificialmente” al corpo umano”.

Oggi il rilascio di una patente di immunità sembra ancora lontano.

I test ad oggi più sicuri hanno un 5% di falsi positivi o negativi, un buon risultato ma non sufficiente a garantire la sicurezza di essere immuni.

I test sierologici, inoltre, cercano di individuare gli anticorpi ma sono incompleti e non ancora in grado di dirci se l’infezione è in corso oppure se è presente nel nostro sistema immunitario.

Serve sempre conferma attraverso tampone, l’unico test che ad oggi dà garanzie di guarigione.

Ma anche il tampone va ripetuto, perché all’inizio del contagio può non rilevare il virus.

Quanto dura l’immunità?

Sulla durata dell’immunità c’è ancora incertezza.

Ad oggi si sa che malattie infettive lasciano una memoria immunitaria ma, nel caso di questo virus totalmente nuovo, non si può sapere quanto duri e se la persona possa riammalarsi.

Alcuni virologi suppongono che, essendo il Covid un membro della famiglia del virus Sars, si comporti allo stesso modo e l’immunità duri 4 anni, proprio come si è visto nei guariti colpiti dalla Sindrome respiratoria acuta grave nel 2002.

Quando si raggiungerà l’immunità di gregge?

Per il Coronavirus è richiesto un 60% di immuni perché il virus smetta di diffondersi. Ora siamo a un 10% circa. Il vaccino, quando arriverà, riuscirà ad aumentare questa percentuale.

Fonti: Star bene numero 17; Sanità24 – Il Sole 24 Ore

In ogni caso per tutte le novità sul Coronavirus ti invitiamo sempre a verificare le informazioni e le notizie sulla sezione specifica del Ministero della Salute.

Foto tratta da: prealpina.it/pages/test-sierologici-primo-bilancio-222512.html

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